Absent Findings

FW 2026/2027

Fondata dal Direttore Creativo Shivin Singh, Absent Findings è una casa di moda con sede a Dubai che esplora le intersezioni tra memoria, architettura e patrimonio culturale. Il brand attinge a tessuti dimenticati, narrazioni personali e immaginari surrealisti per creare capi al tempo stesso tecnicamente rigorosi e profondamente poetici.

Campagna vendita

20/01/26 - 31/12/26

Indirizzo

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Siamo inoltre disponibili a spedire campioni prima della conferma degli ordini wholesale, così da permettere ai buyer di valutare accuratamente i capi.

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Not What You Think

Fall/Winter 2026/2027

Dubai, Emirati Arabi Uniti — Absent Findings presenta la sua collezione Autunno/Inverno 2026–27, Not What You Think, un’ulteriore articolazione del vocabolario in evoluzione del brand e una silenziosa insistenza sulla misdirezione. Costruita sulle fondamenta emotive e concettuali di SS25 My Personal References e SS26 Early to the Party, questa collezione non si allontana né ripete ciò che l’ha preceduta. Al contrario, lo approfondisce, spingendo riferimenti familiari fino a renderli strani, inattesi e nuovamente carichi di significato.
Con Not What You Think, Absent Findings prosegue il suo progetto a lungo termine di definizione di un linguaggio attraverso ripetizione, ossessione e raffinamento. I riferimenti chiave restano gli stessi—architettura, surrealismo, memoria, il sari e la psicologia dell’abito—ma vengono affrontati da una prospettiva più interna e onirica. La collezione resiste a una lettura immediata, invitando l’osservatore in uno stato di incertezza in cui il significato si rivela lentamente, se mai.
In questa stagione, il Direttore Creativo Shivin Singh attinge profondamente a mondi visivi surrealisti e d’avanguardia che esplorano il subconscio e l’illogico. Head of Roses di Salvador Dalí emerge come riferimento centrale, influenzando forma ed emozione: una collisione tra bellezza e inquietudine, familiarità e distorsione. La tensione simbolica dell’opera si traduce in silhouette romantiche ma perturbanti, precise ma fluide, risolte e al tempo stesso deliberatamente irrisolte.
Ulteriori influenze surrealiste provengono dai cortometraggi di David Lynch, in particolare The Alphabet e Rabbits. Le loro narrazioni frammentate, l’immobilità inquietante e il senso di disagio informano il registro emotivo della collezione. I capi evocano la sensazione di essere sospesi in un istante, come se il tempo rallentasse, si ripetesse o si fratturasse, rispecchiando l’esperienza di esistere all’interno di un sogno mentre ci si chiede se si sia davvero svegli.
I riferimenti scultorei emergono attraverso la scultura del sacerdote sumero, Prêtre Sumérien, che conferisce alla collezione un senso di ritualità, monumentalità e quieta reverenza. Questa presenza antica è controbilanciata dal modernismo teatrale dei costumi di Oskar Schlemmer per il teatro Bauhaus. Da Schlemmer, Singh riprende idee di astrazione, geometria e del corpo inteso come performer e struttura. Questi concetti si traducono in capi architettonici, deliberati ed emotivamente distanti, ma profondamente umani.
La palette cromatica nasce da una fonte profondamente personale: un dipinto di Francis Bacon, l’artista preferito di Singh. Toni smorzati e lividi convivono con cromie cariche e viscerali, dando vita a una palette psicologica più che decorativa. Il colore è utilizzato come strumento emotivo, suggerendo tensione, vulnerabilità, intimità e distorsione, piuttosto che come dichiarazione stagionale.
Nel suo nucleo emotivo, Not What You Think esiste in uno stato liminale: la sensazione di scoprire un luogo, un sentimento o una versione di sé mentre si è a metà tra sonno e veglia. Cattura la vividezza dei sogni—momenti intensamente reali, profondamente connessi, ma impossibili da spiegare fino in fondo. Persiste un senso di riconoscimento senza comprensione, di sapere senza prove, di connessione senza narrazione.
Le silhouette continuano a evolversi con misura e intenzione. Proporzioni allungate, drappeggi controllati e sottili interventi strutturali definiscono la collezione, mentre sartorialità e costruzione vengono silenziosamente spinte in avanti. Come nelle stagioni precedenti, Absent Findings rifiuta lo spettacolo a favore di precisione, atmosfera e densità emotiva.
Not What You Think non è una conclusione né una partenza. È un’estensione di uno scavo continuo nella memoria, nel surrealismo, nell’abito e negli spazi tra percezione e realtà. Non chiede di essere compreso immediatamente, ma di essere sentito—rimanendo a lungo dopo il primo incontro, come un sogno che rifiuta di svanire.

Early to the Party

Spring/Summer 2026

Una collezione che prosegue il dialogo avviato con il debutto del brand SS25, My Personal References. Se SS25 introduceva le storie personali, le ispirazioni e le intuizioni che hanno dato forma alle fondamenta di Absent Findings, SS26 vi stratifica nuove dimensioni psicologiche e umane, ampliando la narrazione con maggiore profondità e intimità.
In questa stagione, il Direttore Creativo Shivin Singh approfondisce la sua duratura fascinazione per il sari, un capo che considera la forma di abbigliamento più pura e bella. Le infinite possibilità di drappeggio del sari vengono reinterpretate in modi innovativi, con ogni look che spinge i confini tecnici della modellistica e della manifattura, celebrando al contempo l’eleganza fluida che è al cuore del capo.
L’architettura modernista del Palazzo dell’Assemblea di Le Corbusier a Chandigarh—un luogo di forte risonanza personale, dove i genitori di Singh si conobbero come studenti della Panjab University—rimane un riferimento fondamentale. Per SS26, la sua geometria, la scala monumentale e la logica costruttiva vengono analizzate con maggiore precisione, dando origine a silhouette e dettagli strutturali che ancorano la collezione a una rigorosa precisione architettonica.
Aggiungendo una lente surrealista, la collezione attinge profondamente alla pittura metafisica di Giorgio de Chirico, con Il Ritornante come catalizzatore centrale. La sua palette attenuata ma carica di tensione informa la storia cromatica, mentre plissé, tagli simili a ombre e pieghe architettoniche riecheggiano la dimensione inquietante del dipinto. Attraverso questi riferimenti, la natura surrealista di Absent Findings si dispiega con maggiore chiarezza, dando vita a una collezione in cui memoria, architettura e metafisica si fondono in modo fluido.
Nel suo nucleo più profondo, tuttavia, Early to the Party studia anche le dinamiche interpersonali tra le persone care—quegli scambi sottili e non detti in cui tensione e tenerezza si confondono. Le pause imbarazzanti, le conversazioni origliate, le parole ambigue volutamente ignorate e gli equilibri di potere in continuo mutamento emergono dall’incontro di Singh con l’album The Party di Andy Shauf, che lo ha destabilizzato e spinto a una riflessione più profonda sulle relazioni umane. Queste osservazioni si estendono allo styling del lookbook, dove prendono forma diversi archetipi: gli Osservatori, i Confidenti, i Sognatori, i Giullari, i Custodi dei Segreti, i Romantici, i Fantasmi, gli Intrusi, gli Specchi, i Collezionisti, i Falsi, i Viandanti, le Fiamme, le Ombre, gli Archivisti, gli Sconosciuti.
Ogni figura occupa il proprio spazio all’interno dell’incontro, incarnando la complessità dell’essere insieme.
Early to the Party non è soltanto un’estensione di ciò che è venuto prima; è uno scavo nelle profondità di Absent Findings, nelle sue ossessioni e nel suo linguaggio dell’abito in continua evoluzione.

My Personal References

Spring/Summer 2025

S/S ’25 – My Personal References segna il debutto di Absent Findings. La collezione stabilisce i valori fondanti del brand e getta le basi della sua identità estetica attraverso silhouette, palette cromatiche, motivi ricorrenti ed esplorazioni materiche.
La collezione trae ispirazione dal drappeggio e dai tessuti del sari, dall’architettura modernista di Le Corbusier a Chandigarh—con particolare riferimento al Palazzo dell’Assemblea—dal cinema poetico di Pather Panchali di Satyajit Ray e dai dipinti meditativi di Vasudeo S. Gaitonde.
La palette cromatica attenuata riflette l’infanzia del Direttore Creativo negli Emirati Arabi Uniti, dove ogni colore sembrava filtrato da un velo di polvere. Questa qualità sottile elimina i contrasti netti, dando vita a tonalità delicate, riposanti per lo sguardo e profondamente legate alla memoria, all’atmosfera e all’esperienza vissuta.
Attraverso questi riferimenti, la collezione di debutto definisce l’eleganza misurata e la forza silenziosa che Absent Findings intende incarnare.

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