Absent Findings

SS 2027

Fondata dal Creative Director Shivin Singh, Absent Findings è una maison di moda con sede a Dubai e radici a Firenze, in Italia, e in India. Il brand esplora le intersezioni tra memoria, architettura, patrimonio culturale ed emozione surrealista. Il suo linguaggio è definito da silhouette allungate, tailoring accurato, profondità materica e un rapporto profondamente personale con il tessuto, trasformando i capi in studi architettonici e riflessioni poetiche.

Il nome Absent Findings riflette due storie intrecciate. La prima riguarda il percorso personale di Singh: cresciuto a Dubai, la sua infanzia è stata sicura, quasi come una bolla — protetta, stabile, ma anche limitante nella scoperta di sé. Solo più tardi, mentre studiava finanza e contabilità al Gies College of Business in Illinois, Singh ha iniziato a sperimentare, entrando in contatto con persone dalle vite e prospettive molto diverse. In questo contesto, spesso “assente” dalle lezioni che avrebbe dovuto frequentare, stava invece trovando le ossessioni che avrebbero plasmato il suo percorso creativo. Questa tensione tra assenza e scoperta rimane al cuore del brand, richiamando i passaggi decisivi di ogni percorso creativo.

Il secondo riferimento proviene da Max Ernst, uno degli artisti preferiti di Singh. Ernst suggeriva che, quando un artista attraversa un turbamento interiore, si nasconde dal mondo — assente in superficie — ma durante questo ritiro il suo mondo interiore si riempie di ispirazione. Quando riemerge, lo fa con alcune delle sue opere più significative. Per Singh, questa idea dell’essere “assente” mentre si raccoglie ispirazione, per poi trovare significato e creazione in seguito, incarna il processo ciclico della crescita artistica.

Al centro della filosofia di Absent Findings c’è l’impegno nel riutilizzo di sari di famiglia, tessuti dimenticati e materiali deadstock in eccedenza. Invece di considerarli come resti del passato, il brand li riposiziona come frammenti vivi di memoria. I sari di famiglia appaiono nelle collezioni sotto forma di rifiniture, fodere, profili, volant, applicazioni e interventi delicati, aggiungendo profondità emotiva ai capi e preservando tracce di famiglia, identità ed eredità culturale. Dando nuova forma a materiali già ricchi di storia, Absent Findings ne estende il ciclo di vita, inserendo l’eredità culturale in un linguaggio di design contemporaneo.

Attraverso le sue collezioni, Absent Findings continua a costruire un linguaggio radicato nell’architettura, nel surrealismo, nella memoria e nella psicologia dell’abito. Dai riferimenti personali della SS25 e dal teatro sociale della SS26, fino alla deviazione onirica della FW26/27 e al colore emotivo della SS27, ogni capitolo amplia l’universo del brand senza abbandonarne il nucleo. Il sari rimane un filo ricorrente, emotivo e materico, mentre tailoring, drappeggio, proporzioni allungate e interventi strutturali discreti costituiscono la base della sua silhouette.

L’ultima collezione, Spring/Summer 2027 — What’s the Color of My Voice? — segna un nuovo momento di espansione visiva ed emotiva. Radicata in riferimenti surrealisti, volant vittoriani, uniformi preppy e nell’intimità dello studio, la collezione esplora l’atto del fare come forma di chiarezza e quieta ribellione. Introduce un rapporto più aperto con il colore, continuando al tempo stesso l’impegno del brand verso misura, sincerità e profondità emotiva.

Oltre ai capi, Absent Findings estende la propria visione alla proposta di borse, unendo una raffinata artigianalità alle stesse sensibilità architettoniche e materiche che definiscono il ready-to-wear. Scultorei ma funzionali, questi accessori agiscono come compagni degli abiti, consolidando ulteriormente l’universo in evoluzione del brand.

Attraverso le sue narrazioni in continua evoluzione, Absent Findings si definisce come qualcosa di più di un marchio di moda. È uno scavo nella memoria, nell’assenza, nella forma e nell’eredità emotiva — un’esplorazione di come capi e accessori possano fondere architettura, cultura, surrealismo e psicologia umana in un linguaggio dell’abito profondamente personale.

Campagna vendita

“What’s the Color of My Voice?” è un sogno surrealista radicato in una strana parvenza di normalità. In un momento in cui il mondo può apparire sempre più pesante, in cui la logica sembra spesso sospesa e l’impotenza rimane silenziosamente sullo sfondo, Absent Findings si rivolge verso l’interno — non per fuggire, ma per creare.

La collezione trova rifugio tra le quattro mura dello studio. Non come meccanismo di difesa, ma come un silenzioso atto di ribellione. La convinzione che costruire qualcosa con intenzione autentica, restare accanto al lavoro, ricoprire le pareti di riferimenti, disegni, texture, errori e momenti di bellezza, abbia valore in sé. Non c’è bisogno di spettacolo. Nessuna grande dichiarazione vuota. Nessuna pomposità superflua. Solo l’intimità del fare e la disciplina del presentarsi.

Ispirata agli universi surrealisti di Leonora Carrington, ai costumi di Oskar Schlemmer, ai volant vittoriani e al linguaggio delle uniformi preppy, la collezione esplora il desiderio di presentarsi con cura. Le uniformi diventano meno una questione di conformità e più una questione di intenzione — un modo per mostrarsi nella propria immagine migliore, per aggiungere al mondo un significato onesto e bello, invece di limitarsi a sopravvivere al suo interno.

In tutta la collezione, silhouette controllate vengono interrotte da gesti ornamentali. Giacche sartoriali, gilet, camicie e pantaloni accolgono ruches, pannelli arricciati, rifiniture decorative e improvvisi accenti di colore. Questi dettagli sembrano quasi emotivi nella loro collocazione — come se qualcosa di romantico, teatrale o istintivo cercasse di emergere attraverso la disciplina del capo. Il risultato è un guardaroba sospeso tra misura ed espressione, tra l’uniforme e la voce che vive al suo interno.

Una parte importante di questo linguaggio emotivo nasce dai sari di famiglia, elemento ricorrente nell’universo di Absent Findings. Utilizzati nella collezione come rifiniture, accenti, volant, profili e interventi delicati, i sari non vengono trattati come reperti nostalgici, ma come qualcosa di vivo. Impreziosiscono i capi aggiungendo memoria, intimità e profondità personale. A contrasto con la struttura del tailoring e dei codici dell’uniforme, questi tessuti ereditati ammorbidiscono la collezione, portando con sé tracce di famiglia, identità e il peso silenzioso di ciò che viene tramandato.

La SS27 segna anche un cambiamento nel linguaggio visivo del brand. Allontanandosi dalla freddezza desaturata delle palette precedenti, la collezione abbraccia il colore con un nuovo senso di apertura: oliva, ruggine, borgogna, lilla, ocra, blu tenue e marrone profondo appaiono con una forza quieta ma intenzionale. La bellezza non ha bisogno di essere eccessivamente intellettualizzata per essere significativa. C’è urgenza nel permettere alla gioia di esistere, nell’ammettere che il colore possa semplicemente farci sentire più vivi. Oscurità e luminosità possono convivere. Si può amare Joy Division ed essere comunque mossi dall’universo estetico di Pink Flamingos.

“What’s the Color of My Voice?” è una collezione che parla della scelta della bellezza senza ingenuità, della disciplina senza rigidità e della sincerità senza spettacolo. È un promemoria che, in un mondo in cui spesso le cose non tornano, creare qualcosa con cura può ancora essere una forma di chiarezza.

Indirizzo

1204, Buttercup Court
Green Community West, DIP 1
Dubai, UAE

Orari

Dal lunedì al venerdì: 09:00 – 17:00.

Contatti

Email: contact@absentfindings.com
Phone: +971 55 9597425

What's the Colour of My Voice?

Spring Summer 2027

Absent Findings presenta la sua collezione SS27, What’s the Color of My Voice?, una proposta raffinata di lusso contemporaneo radicata nel drappeggio, nella sartorialità e in una narrazione emotiva. Disegnata e sviluppata nello studio del brand a Dubai, la collezione riunisce ready-to-wear scultoreo, pantaloni signature, camicie, capispalla e pelletteria realizzati con tessuti deadstock accuratamente selezionati, riferimenti ai sari di famiglia e pelle toscana.

La collezione è pensata per un cliente che apprezza un design distintivo con una portabilità quotidiana: capi che risultano speciali, collezionabili e visivamente forti, pur rimanendo adatti al retail, all’editoriale e ai guardaroba personali. Con un focus sulla produzione limitata, sulla costruzione attenta e su un linguaggio di brand chiaro, Absent Findings offre ai buyer una selezione commercialmente rilevante di capi e accessori statement, con una forte narrazione e un elevato impatto visivo.

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